Elezioni Cassa Forense 2027-2030: programmi ed extra programmi di NoiAvvocati – di Paola Boccardi

29 Settembre 2026

Tra pochi giorni saremo chiamati ad esprimere il nostro voto per la scelta dei delegati che andranno a comporre il comitato dei delegati di cassa forense. 

Il distretto di Corte d’Appello di Milano ha diritto ad eleggere 10 delegati, in rappresentanza della nostra città e di tutti i fori cosiddetti “minori”.

Tutte le liste dei candidati hanno espresso i loro programmi,  in parte talora con punti coincidenti, come l’eliminazione della doppia imposizione del 4% o la necessaria riduzione dei contributi minimi dei praticanti  che si iscrivono a Cassa.

Anche  la  nostra lista ha pubblicato  un proprio programma  ma  oltre alle proposte indicate , vi sono altri temi che abbiamo a cuore, e sui quali siamo pronti a focalizzare il nostro impegno.

Una manciata di esempi: 

– L’effettiva rappresentanza di genere. 

Oggi la rappresentanza di genere è garantita nelle liste per le candidature al ruolo di delegati, ma il regolamento elettorale non prevede alcuna proporzione di genere tra gli eletti. Il risultato è che tra 80 delegati solo 18 sono le avvocate. Del pari all’interno dell’organo di rappresentanza, che vanta 10 consiglieri di amministrazione oltre al presidente (oggi la Presidente), solo tre sono le componenti femminili. Riteniamo evidente quindi che su questo aspetto sia necessario un intervento atto a modificare e rendere più eque le proporzioni.

–  I sopra soglia.

 Dal 1 gennaio 2025 siamo passati al sistema contributivo. Eppure, come ben sappiamo il nostro zainetto previdenziale viene formato dai soli contributi soggettivi versati fino al tetto reddituale annualmente indicato. Nessuna parte dell’ulteriore 3% viene attribuita ai sopra soglia e neppure viene indicato un limite finale entro il quale predetto contributo debba essere versato senza un ritorno personale , in termini previdenziali. 

Ciò a differenza dei pensionati attivi, ovvero di coloro che hanno avuto accesso alla pensione di vecchiaia anticipata, che con la riforma hanno avuto lo svantaggio di vedersi applicare  (benchè già pensionati) un contributo soggettivo annuale del 12%, invece del precedente 7,5%, ma il diritto alla retrocessione  ogni tre anni, in termini previdenziali, del 6% di quanto versato (sempre e solo fino al limite di soglia) . 

L’interrogativo che si pone e’ quindi se non sia corretto indicare un limite anche per i contributi da versarsi sopra soglia, un limite sopra il quale quantomeno venga retrocesso al contribuente parte di quanto versato, in modo da aumentarne in futuro la prestazione pensionistica. Di fatto coloro che versano somme molto importanti come contributo previdenziale sono avvocati che  fanno lavorare moltissimi colleghi, soprattutto giovani, ed  è quindi necessario porre  attenzione anche alla loro posizione previdenziale.

– La rivalutazione delle pensioni. 

In questi giorni la Presidente  di Cassa  Forense, intervenendo in un nostro convegno in aula magna, ha precisato che sono in corso interlocuzioni con la politica finalizzate a chiedere l’emanazione di una norma che ponga fine ai dubbi e contrasti relativi all’applicazione della rivalutazioni sulle pensioni, tema con riferimento al quale sono in corso diversi contenziosi tra iscritti pensionati e Cassa Forense. 

Una soluzione va trovata in quanto è corretto che venga attribuita la giusta rivalutazione a coloro che ne hanno diritto. Ma soprattutto, è importante che gli aventi diritto non debbano aprire un contenzioso con Cassa Forense, per avere chiarezza sui loro  diritti.   

Anche su questo tema, noi componenti della lista noi avvocati, ci impegniamo personalmente a lavorare.

Tutti i punti del programma naturalmente non prescindono dall’attenzione alla sostenibilità sul lungo periodo dell’Ente, ma focalizzano l’attenzione sulle esigenze che contraddistinguono  il nostro territorio, ove convivono i piccoli e grandi studi, gli iscritti in regime forfettario ed ordinario, la realtà degli studi monoprofessionali, gli studi boutique ed i grandi studi, i “monocommittenti” ed i partner di grandi associazioni professionali.

Infine, si vota la lista ma si votano le persone che effettivamente andranno a rappresentarci. 

Avvocati e avvocate che, qualora eletti, personalmente assumano l’incarico, e si impegnino a  svolgere tutta l’attività che compete al delegato, ovvero sia quello di sostenere le modifiche e riforme necessarie al nostra territorio, sia quello di accogliere ed accompagnare le istanze dei colleghi sul territorio.

Il delegato infatti non svolge solo la propria attività a Roma, sedendo in Comitato o partecipando alle commissioni, ma svolge il proprio mandato anche qui, a Milano, ogni volta in cui un iscritto abbia necessità che gli uffici non riescono a risolvere, abbia problemi di salute per i quali necessita un’indicazione ed un sostegno, abbia problemi di lavoro per i quali necessita un orientamento, abbia problemi pensionistici per i quali necessita di comprendere quali effettivamente siano i suoi diritti. 

Ebbene, su tutti questi temi, noi della lista n 4 NOI AVVOCATI siamo a disposizione, personalmente e con l’impegno che da anni abbiamo sempre posto quando abbiamo svolto incarichi istituzionali.

Vi aspettiamo al voto per avere il vostro sostegno.