I miei primi tre anni da vostra delegata a Cassa Forense – Paola Boccardi
19 Marzo 2026
Sono passati oltre tre anni dal mio ingresso in Cassa Forense quale delegata del Distretto di Milano, un incarico che mi ha permesso di conoscere la realtà del nostro Ente previdenziale ed approfondirne le modalità di funzionamento.
Come delegata ho l’incarico di rappresentare gli iscritti del nostro territorio, partecipando alle sedute del Comitato dei Delegati e svolgendo attività nelle Commissioni.
Unitamente agli altri delegati milanesi, ho svolto e svolgo inoltre un ruolo di orientamento e supporto sul territorio per i colleghi che necessitano di aiuto per problematiche personali di assistenza o previdenza.
Partecipare alle sedute del Comitato dei delegati significa avere un confronto con i colleghi delegati di tutta Italia, un’Italia che rappresenta realtà molto diverse e nella quale Milano e la Lombardia, o più in generale il nord Italia, benché costituiscano per l’Ente la fonte delle maggiori contribuzioni previdenziali, sono sempre viste con un pò di diffidenza e distacco.
Salva l’importanza del principio solidaristico, si può dire che l’avvocatura italiana sia divisa tra la parte più “assistenzialista”, che sostiene l’importanza della riduzione dei contributi a carico dei colleghi che hanno esigue dichiarazioni dei redditi e la parte che invece lamenta di versare ingenti contribuzioni senza potere avere, in futuro, corrispondenti ritorni pensionistici, e ciò oltretutto nel sospetto che buona parte delle proprie contribuzioni vada a sostenere anche chi ha fittiziamente dichiarato redditi pressoché inesistenti per l’intera carriera professionale, svolgendo di fatto attività non fatturata.
Spesso sento dire da colleghi “è mai possibile che un avvocato dichiari per l’intera durata della professione un reddito pari a zero, o inferiore a 10.000,00 annui, senza ipotizzare per trent’anni di cambiare lavoro? palesemente il reddito dichiarato non corrisponde al vero!”
E’ evidente a tale riguardo l’importanza di saper tenere un comportamento equilibrato che consideri al contempo tanto l’esigenza di salvaguardare i Colleghi in difficoltà quanto evitare di fornire vantaggi a chi cerca ottenere benefici ingiusti.
In ogni caso alle suddette differenze di vedute corrisponde poi il dato che l’avvocatura dei Fori nei quali i colleghi corrispondono le minori contribuzioni previdenziali, rappresenta la maggioranza, mentre l’avvocatura contraria all’assistenzialismo “generalizzato”, è quella che pur qualificandosi come maggiore contribuente, costituisce la minoranza.
Prova ne è che all’interno del Consiglio di Amministrazione di Cassa Forense non sono presenti, da anni, delegati milanesi o lombardi ed in attualità il CDA, aventi 10 componenti oltre al Presidente, ha due soli delegati del nord italia.
E del resto il Comitato, che è l’organismo deputato a votare i componenti del consiglio di amministrazione, delibera a maggioranza ed in questo Milano e la Lombardia non hanno mai dato prova di forza condivisa, sapendo scegliere democraticamente ed adeguatamente tra i propri delegati il soggetto maggiormente idoneo per competenza ed autorevolezza a rappresentare le esigenze del territorio, operandosi poi all’interno del Comitato per sostenerne l’elezione.
Milano oggi è costituita da piccole, medie e gradi realtà professionali, coesistono gli studi individuali, gli studi di piccole e medie dimensioni ed i grandi studi, ma tutte queste realtà sono caratterizzate da un forte impegno ed un’intensa attività lavorativa e produttiva. Milano certamente, anche volgendo lo sguardo ai colleghi che negli anni possono aver attraversato momenti di difficoltà e fatica, costituisce una realtà operosa, che merita di essere adeguatamente rappresentata ed avere propria voce.
Per questo nelle prossime elezioni dei Delegati Milanesi che si terranno a inizio ottobre, sarà importante che il Foro sappia scegliere chi dovrà concretamente rappresentarlo, e se vorremo che Milano e la Lombardia abbiano adeguata forza nell’esprimere le proprie esigenze, dovranno essere valutate le individuali capacità di rappresentanza, competenza e tenuta (anche nel saper affrontare e fornire il proprio orientamento quando vengono trattati argomenti spinosi) dei singoli candidati da eleggere.
Concludo con un rapido cenno all’attività svolta nelle commissioni.
Come delegata sono stata componente per un periodo della Commissione assistenza, ovvero della commissione che si occupa della proposta ed elaborazione dei Bandi di assistenza e più in generale di tutte le forme di welfare per l’avvocatura e da un paio di anni sono componente della Commissione Formazione e Dinamiche finanziarie, ovvero della commissione che analizza come Cassa si occupa di gestire ed amministrare il proprio patrimonio, un patrimonio che ammonta oggi ad oltre 20 miliardi di euro.
Positive entrambe l’esperienze.
Per quanto riguarda l’assistenza, Cassa Forense emana ogni anno diversi bandi che vanno a coprire i rami Famiglia, lavoro e salute.
Anche in questo caso il dato registrato è che il Nord Italia utilizza meno della restante parte di Italia i bandi e le forme di assistenza a proprio sostegno, ad eccezione della polizza salute, nota ormai quasi a tutti i colleghi ed ampiamente utilizzata da tutti.
Alcuni bandi invece, pur esistendo da anni ed essendo rinnovati di anno in anno, sono pochi conosciuti dalla nostra avvocatura territoriale.
Lo sapevate ad esempio che ogni anno vi è un bando che copre il 50% delle spese informatiche sostenute (per l’acquisto di computer, telefoni o altro) e che è stato rinnovato più volte il bando per attrezzare sale conferenze? Bandi entrambi che pur prevedendo una graduatoria, sono aperti a tutti gli iscritti non pensionati a prescindere dalle fasce di reddito e che, negli ultimi anni, sono stati in grado di soddisfare tutte le richieste. Cassa Forense offre inoltre corsi di alta formazione gratuiti, alcuni dei quali in corso in attualità, che tuttavia spesso non sono conosciuti e seguiti dagli iscritti benché costituirebbero un’opportunità per ampliare le proprie competenze ed aprirsi a nuovi ambiti di attività professionale.
Molto interessante infine l’esperienza nella commissione dinamiche finanziare, dove ho potuto verificare che Cassa Forense opera in ambito finanziario avvalendosi di professionisti interni di grande spessore e capacità professionale, in grado sia di tutelare il patrimonio di Cassa forense che di ricavare da investimenti diversificati importanti redditività senza esporre il nostro patrimonio a rischi eccessivi.
In ultimo e non come ultimo ho svolto e svolgo l’attività di affiancamento ed assistenza dei colleghi milanesi che hanno problematiche personali di previdenza ed assistenza, in molti casi per ragioni legate a questioni di salute quali richieste di indennità per malattia o pensioni di invalidità o inabilità, ipotesi nelle quali il delegato ha il compito di nominare la commissione medica esaminatrice.
Milano ha presso l’Ordine un ufficio dedicato ad offrire assistenza agli avvocati per ogni richiesta attinente Cassa Forense, ma per le attività più complesse, che richiedono un particolare affiancamento, noi delegati milanesi siamo a disposizione dei colleghi.
Questo ultimo compito, oltre agli aspetti tecnici ha il pregio di offrire solidarietà al collega in difficoltà, aspetto che soprattutto quando riguarda tematiche di salute è di rilievo al pari del dato economico.
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