Con l’adozione dell’art. 39 della legge 247/2012, il Parlamento ha inteso ridefinire le regole della rappresentanza dell’avvocatura. Secondo quanto previsto dall’attuazione dell’art. 39, comma 3, il Congresso Nazionale Forense è stato così ridefinito” è oggi qualificato come “massima assise”, con la valorizzazione, anche a livello terminologico, della sua funzione “politico/legislativa” dell’Avvocatura che si concretizza con la formulazione delle proposte sui temi trattati durante i lavori congressuali. Il Congresso Nazionale Forense è dunque la massima assise dell’Avvocatura. È l’assemblea più importante in cui l’avvocatura mette in atto la sua funzione di indirizzo politico-legislativa. È quindi, il luogo principe in cui mettere in campo proposte che possano avere una ricaduta significativa per l’evoluzione della professione forense, del Sistema Giustizia e per la tutela dei diritti dei cittadini. Il Congresso nazionale forense è, di fatto, il soggetto di rappresentanza politica dell’Avvocatura.
Il Congresso Nazionale Forense ha il compito di trattare tutti i temi più rilevanti che riguardano la professione forense, i temi della Giustizia e dei diritti fondamentali dei cittadini. Ha il compito di formulare proposte relative ai temi individuati per i lavori congressuali.
L’Assise congressuale è composta da:
- I Delegati eletti presso ciascun Ordine Territoriale, definiti in un numero proporzionale agli iscritti: L’Ordine degli Avvocati di Milano alle prossime elezioni previste per il 10, 11, 12 giugno 2025 ne eleggerà 44; i delegati eletti restano in carica 3 anni.
- I Presidenti dei Consigli degli Ordini in carica al momento dello svolgimento del Congresso;
- I legali rappresentanti delle Unioni, delle Associazioni Forensi e delle Associazioni Specialistiche in carica al momento dello svolgimento del Congresso.
Possono partecipare al Congresso, senza diritto di voto, tutti gli avvocati e i praticanti iscritti all’albo che abbiano pagato la quota di iscrizione, fino al numero massimo consentito dalla ricettività della struttura.
Il Congresso Nazionale Forense ha la durata di almeno 3 giorni, durante i quali vengono illustrate, discusse e votate le mozioni che diverranno, al termine dei lavori, i deliberati congressuali. Il Congresso Nazionale forense si occupa anche dell’elezione dei componenti dell’Organismo Congressuale Forense (OCF).
Ogni proposta di Deliberato Congressuale viene inviata entro 30 giorni dall’inizio dei lavori congressuali; devono essere per contenuto e dispositivo coerenti con i temi definiti; l’Ufficio di Presidenza si pronuncia sull’ammissibilità, procede alla numerazione e denominazione e ne cura la pubblicazione sul sito internet del congresso, al fine di permetterne la sottoscrizione per adesione dei Delegati distrettuali. Sono dichiarate ammesse le proposte di deliberato che abbiano avuto la dichiarazione di adesione di almeno trenta delegati appartenenti ad almeno cinque Ordini diversi.
Le mozioni possono essere presentate da uno o più avvocati iscritti all’Albo.
I Deliberati Congressuali vengono divulgati attraverso tutti i canali di comunicazione e trasmessi al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Presidenti della Commissioni Giustizia parlamentari e al Ministro della Giustizia.
L’Organismo Congressuale Forense è l’organo di rappresentanza del Congresso; si occupa di divulgare e promuovere i Deliberati Congressuali in tutte le sedi; cura e realizza progetti e proposte a favore dell’avvocatura e dei diritti dei cittadini. Proclama l’astensione dalle udienze nel rispetto delle disposizioni del codice di autoregolamentazione; agisce nei confronti delle autorità amministrative regolatrici e di controllo e nei confronti dell’autorità giudiziaria coerentemente con i Deliberati Congressuali e negli interessi dell’avvocatura. Contribuisce ad individuare temi e problematiche che necessitino di Deliberato Congressuale. Promuove il dialogo tra tutte le componenti dell’avvocatura: Cassa Forense, CNF, Associazioni Forensi e specialistiche.
I componenti vengono eletti dai Delegati congressuali di ogni Distretto entro trenta giorni dalla conclusione del Congresso Nazionale Forense. Si possono candidare tutti gli avvocati iscritti all’albo ed elenchi speciali e che non abbiano riportato nei cinque anni precedenti una sanzione disciplinare esecutiva più grave dell’avvertimento. Nella seduta di insediamento, i neo componenti dell’OCF eleggono l’Ufficio di coordinamento composto dal Coordinatore, che sarà anche il legale rappresentante, dal Segretario, dal Tesoriere e da ulteriori quattro membri.
Il prossimo congresso Nazionale forense si terrà a Torino dal 16 ottobre al 18 ottobre 2025.
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Il CONGRESSO NAZIONALE FORENSE 2025 ha come titolo
“L’Avvocato Nel futuro, Pensare da Legale, agire in Digitale.”
I macrotemi del Congresso sono i seguenti:
“1. Ai ed esercizio della professione forense
2. l’Avvocato nel processo e nelle attività non giudiziali
3. Nuovi ambiti di consulenza legale “
Non è prevista al momento, alcuna discussione sul testo di riforma della legge professionale forense presentata all’Agorà dei Presidenti e delle Unioni solo il 29 aprile 2025.
Noi Avvocati chiede che la riforma sia discussa nella massima Assise dell’Avvocatura