Cassa Forense: questa (spesso) sconosciuta… – di Silvana Turri
30 Aprile 2026
Carissimi Colleghi,
sapete perché Cassa Forense è una risorsa importante per noi iscritti? Perché è una garanzia, un buon investimento per il nostro futuro, tenuto conto del patrimonio esistente (circa 20B) e della buona gestione dello stesso, che permetterà a tutti gli iscritti di poter contare su un’entrata certa quando andremo in pensione. Pensione che, da gennaio 2025 – data di entrata in vigore del nuovo Regolamento della Previdenza forense – sarà direttamente proporzionale agli importi che verseremo nel nostro cosiddetto “zainetto previdenziale”.
L’attuale regime pensionistico degli avvocati, allineandosi a quasi tutti gli altri sistemi pensionistici nazionali e internazionali, è infatti passato dal criterio retributivo (fino al 31.12.2024) a quello contributivo, fatto salvo il principio del rispetto del pro rata temporis, secondo il quale il calcolo finale dell’importo di pensione che ci verrà corrisposto sarà determinato in base alla nostra data di iscrizione a CF, ovvero in modalità mista per gli iscritti ante 2025 (con calcolo sia retributivo che contributivo) e con calcolo esclusivamente contributivo per gli iscritti dal gennaio 2025. Questa provvista per il futuro, che è passata dal 15% pre riforma del proprio reddito professionale all’attuale 17%, da gennaio 2026, – passando per il 16% previsto per l’annualità 2025, per stabilizzarsi al 18% dal 2027-, corrisponde al contributo soggettivo che versiamo con il Modello 5, nelle due rate del 30 settembre (dalla Riforma, prima era il 31 luglio) e 31 dicembre e che viene conteggiato fino ad un tetto massimo di reddito personale, variato negli anni, che si attesta oggi a 130.000,00 euro, e dal contributo integrativo, corrispondente al 4% di CPA che esponiamo in fattura ai clienti, che viene in parte utilizzato a copertura delle notevoli prestazioni assistenziali gratuite offerte da Cassa Forense agli avvocati iscritti (ad es. Polizza Unisalute, Alta formazione, polizza Premorienza, servizi a sostegno della professione/salute/ famiglia ecc., visionabili tutti sul sito di CF).
I contributi minimi, al cui pagamento tutti siamo tenuti attraverso le 4 scadenze annuali (28 febbraio, 30 aprile, 30 giugno e 30 settembre), sono un anticipo rispetto alla somma dovuta in base al reddito che dichiareremo per quell’anno, che verranno quindi detratti dall’importo generato in fase di successivo modello 5; nel caso non si raggiunga, invece, il reddito di cui i minimi sono in percentuale, rispetto all’aliquota corrente (quest’anno 16%), il loro versamento determinerà la base per ricevere almeno la pensione minima a cui tutti gli avvocati iscritti a Cassa Forense hanno diritto, tenuto conto che la contribuzione è comunque un obbligo di legge e che l’alternativa sarebbe l’INPS, con aliquote ben più alte e forse meno garanzie di ritorno….. Contributi minimi che, con la riforma, si sono peraltro sensibilmente ridotti.
Chi ha quindi diritto alla pensione di CF? tutti gli avvocati che abbiano compiuto 70 anni di età, con almeno 5 anni di contributi versati, oppure 65 anni, qualora abbiano versato 40 anni di contributi – al fine di ottenere una pensione piena -, o almeno 35 anni di contribuzione, ma con una riduzione della prestazione pensionistica del 25% circa.
Da ultimo mi preme sottolineare l’attenzione che Cassa Forense ha sempre riservato agli avvocati iscritti sino ai 35 anni di età, mantenuta anche nella riforma, che si sostanzia nella possibilità, per questi ultimi, di versare la metà del contributo soggettivo e integrativo minimi, riconoscendo però l’intero anno di iscrizione, per i primi 6 anni, con la possibilità, entro 12 anni dalla prima iscrizione, di versare la quota residua del 50% del contributo soggettivo al fine dir integrare il proprio montante pensionistico.
Anche se la materia non è certo di grande appeal, soprattutto nel nostro Foro, Cassa Forense è un valido partner degli avvocati perché, oltre a garantire la pensione, offre la possibilità di un valido sostegno nella vita professionale, personale e familiare degli iscritti, sia direttamente che attraverso i bandi, di cui potete trovare le specifiche sul sito.